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Una bella mail

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Ecco una mail che tanti di noi vorrebbero ricevere.

Da: Alberto Mauri [mailto: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. ]
Inviato: domenica 29 maggio 2011 23.27
A:

Oggetto: L'ultimo torneo
Priorità: Alta

Ciao a tutti,

 

è tardi, sono stanco, e non so se riuscirò a comunicare quello che ho dentro, ma ci provo.

C’eravamo tutti, quelli che più o meno ci sono sempre, quelli su cui puoi sempre contare quando sei in difficoltà: verdi blu e gialli, e tanti ne mancavano di quelli che durante la stagione hanno aiutato questo gruppo a crescere, a consolidarsi, a fare squadra.

E squadra si è vista oggi: attenta, concentrata, cinica quando serviva, esuberante sempre e comunque… non so Voi, ma Io ho visto dell’ottimo rugby giocato dai nostri ragazzi.

 

È inutile ripetere gli aggettivi di cui sopra, o trovare sinonimi per arricchire il discorso. Sono contento e basta.

Non è per il secondo posto ad un torneo Nazionale, ma per il cammino: ce li ricordiamo ad inizio stagione? Individualisti, sempre pronti a discutere tra loro per avere la palla del calcio di partenza, quasi fosse una vittoria poter provare a sfondare, salvo poi non andare da nessuna parte, sempre arrabbiati con gli arbitri, con gli avversari, con il tempo, con tutto quello che non andava.

E li avete visti oggi? Un gruppo di amici, di fratelli acquisiti… vogliamo dire una squadra? E diciamolo, dai. Sono stati bravi, si sono aiutati, e ok, alla fine hanno perso l’ultima partita e sono solo secondi, ma chi di Voi avrebbe scommesso su un secondo posto come questo ad inizio stagione? Io no, lo giuro.

I ragazzi hanno perso solo la finale, e fa rabbia, perché forse se si fossero risparmiati dopo pranzo invece di giocare allo slittino sulla collinetta magari celebreremmo un primo posto, ma, accidenti, hanno fatto sei partite e ne hanno persa solo una, e hanno dieci anni, e soprattutto noi siamo il CUS. Noi non gli facciamo fare 20 giri di campo come riscaldamento all’inizio di ogni allenamento, e non li obblighiamo a presentarsi sempre e comunque ai tornei salvo poi mandare in campo solo i più bravi, e non gli facciamo fare le flessioni se sbagliano un passaggio: noi vogliamo che crescano, come sportivi e come futuri uomini e donne (ok, non ci sono ragazze nel gruppo, ma per Par Condicio…) e che attraverso lo sport arrivino a conoscere, comprendere e fare propri valori come l’uguaglianza, la solidarietà e il coraggio. E direi che oggi li hanno mostrati a tutti noi, e non solo, ci hanno anche mostrato qualcos’altro: senza che nessuno li invitasse a farlo, dalla seconda partita in poi il saluto finale è stato fatto assieme, le due squadre in cerchio, i capitani in mezzo, ed entrambe hanno eseguito il saluto in contemporanea… si chiama fratellanza? Non lo so, per me, uno che allo sport ci è arrivato tramite suo figlio dopo esperienze solo brutte in gioventù, significa rugby, punto.

Grazie a tutti del supporto e scusate se sono stato un po’ rompi con le convocazioni… ma sapeste che faticaccia…

 

Alla prossima 

Alberto

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