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Torneo a Modena

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2° TORNEO CITTA’ DI MODENA

MEMORIAL MARCO MUCCHI

(Modena, 29 maggio 2011)

 

Tra sogno e realtà: credo che questo sia il titolo che meglio rappresenta la grande giornata di rugby del CUS Milano al Torneo Nazionale di Modena.

Sogno: perché a vedere la grinta dei nostri ragazzi in campo ci sembrava di sognare. Realtà: perché era tutto vero. Sogno: perché per un attimo abbiamo davvero pensato di essere i più forti del torneo. Realtà: perché anche arrivare secondi in un torneo così, è una grandissima (e reale) soddisfazione.

Insomma che dire? E’ stata una giornata di quelle che ricorderemo a lungo. Una giornata che ha visto i nostri eroi (ma sì, per una volta esaltiamoci un po’) dare una prova di gioco, di carattere, di vitalità che non solo ci ha conquistati (facendoci fare un tifo da stadio del quale in condizioni normali ci saremmo vergognati), ma che ha riempito le nostre gole di strani groppi, i nostri cuori di anomale pulsazioni, i nostri occhi di inaspettate, umide ondate. Fieri genitori di fieri figli. E quindi mi sento di ringraziare prima di tutto loro - i ragazzi - e poi gli allenatori, gli accompagnatori, le mamme, tutti, per averci permesso di godere di tante emozioni, di una giornata così bella, piena e intensa, che ci ha fatto rivivere quelle della nostra fanciullezza.

 

Ed ora un po’ di cronaca per l’under 10.

Impianto bellissimo, quello del Collegarola di Modena, con prati da Serie A, ben rasati e ottimamente organizzati. Caldissima, gioiosa e straripante l’accoglienza degli amici modenesi.

I nostri della under 10 cominciano il loro girone incontrando il  Colorno. Da subito appariamo decisi e grintosi e infatti in pochi minuti piazziamo una, due, tre mete che lasciano gli avversari storditi. La nostra pressione è eccellente, il gioco fluido e ben strutturato e il finale ci vede imporci per 5-0. Da sottolineare che il Colorno non ha passato il centro campo per tutta la partita: lo so, non si dovrebbe sottolineare, ma – diamine – almeno per una volta diciamolo e facciamoci i complimenti.

Secondo incontro con il Prato: partita combattutissima che si configura come una lunga, infinita mischia a centro campo. Il Prato è forte, granitico e pressa tutta la partita su ogni palla. Accompagnati dal tifo infernale della nostra curva ultrà, i ragazzi vanno in vantaggio a metà incontro e capiscono che devono resistere con ogni forza fino alla fine. Teniamo, resistiamo e intanto i minuti passano: il tempo è scaduto, sembra fatta. E mentre aspettiamo che la partita termini veniamo sorpresi proprio all’ultima azione e dobbiamo arrenderci al pareggio. Sogno e realtà cominciano a sottoporci all’altalena di emozioni.

Terzo incontro con il Bologna. L’avversario sembra forte e noi non sappiamo bene come porci. I nostri però cominciano a costruire azioni pregevoli e dense di passaggi precisi e veloci. E così in pochi minuti si materializza un’altra rotondo risultato. Tre a zero per noi e via verso la testa della classifica.

Ultima partita del girone con il Modena B. Altra grande prova: ormai consci della nostra forma eccellente, continuiamo a macinare un ottimo gioco. Chiudiamo 5 a 1 e i ragazzi entusiasti e consapevoli del risultato raggiunto festeggiano la testa del girone con una entusiastica corsa sotto la curva.

La mattina di incontri si chiude con la semifinale contro la seconda dell’altro girone, il Brescia. Altra partita tosta, nella quale non ci si può distrarre un secondo. E infatti andiamo sotto di una meta; calma e gesso, la curva reclama la rimonta. E allora via a lottare e a costruire gioco: pareggiamo e poi vinciamo 2 a 1. E’ fatta, abbiamo conquistato la finale contro i vincitori dell’altro girone, i padroni di casa del Modena A. Ma solo dopo pranzo: prima bisogna ricaricare le pile.

La pausa è afosa, lunga (forse troppo) e permette ai ragazzi di svagarsi tra mille giochi all’aria aperta (forse troppo). La nostra finale è prevista solo alle 16.30 e i nostri arrivano all’appuntamento forse un po’ stanchi.

Il Modena è forte, ha la grande motivazione di giocare in casa, ma è comunque alla nostra portata. Andiamo sotto di una meta, ma pareggiamo subito (sogno, realtà…). Poi subiamo ancora una meta e chiudiamo il primo tempo sotto per 2 a 1.

Nel secondo tempo le nostre speranze svaniscono e chiudiamo soccombendo per 5 a 1. Sogno o realtà? Non importa: ci svegliamo secondi in un torneo tosto e dove abbiamo messo in campo grinta, coraggio e davvero un ottimo gioco. Dopo un attimo di rammarico allora, prevale comunque la gioia: la curva dà fondo alle ultime corde vocali per salutare, incoraggiare e ringraziare i nostri ragazzi.

C’è ancora il tempo per assistere all’altra finale dell’under 12, dove anche qui i nostri ragazzi del CUS sono pronti per l’ultimo affondo. Anche questa partita è un’altalenarsi di emozioni, di speranze e di sofferenza. Avanti noi, poi pareggiati, poi avanti loro e ancora pareggio, la partita si chiude 2 a 2  e l’arbitro decreta il ricorso alla golden meta: cinque minuti di gioco supplementare dove chi segna per primo vince. Sogniamo, ma la realtà è davvero imprevedibile. Sfioriamo la meta decisiva, ma il destino anche qui ha in serbo per noi il secondo posto. Gli avversari segnano dopo tre minuti e tra urla di gioia da una parte e un filo di rabbia dall’altra ci avviamo verso le premiazioni, colmi comunque di grande orgoglio.   

Riceviamo complimenti e due coppe: due secondi posti che siamo indecisi se interpretare come un grande sogno o una amara realtà. Non importa: ciò che importa è che i nostri ragazzi ci hanno fatto sognare, ci hanno fatto toccare con mano una realtà fantastica e alla fine ci hanno fatti tornare a casa tutti strasoddisfatti. E la cosa che ci rimarrà sempre è quel groppo in gola, quel tuffo al cuore, quegli occhi lucidi, mentre guardavamo i nostri leoni correre grintosi e felici su quel meraviglioso campo di erba verde.

 

 

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