Chiudiamo così, poi riapriremo alla grande!

Premessa

(nulla a che fare con l’attività sportiva, chi non è interessato salti pure al seguito)

In questa atmosfera surreale fai fatica ad accordare i pensieri e a metterli a fuoco. Scappano via disordinati e veloci, pietosamente attenti a non trascinarti nel vortice delle notizie tragiche scorrono dovunque tu guardi.

È un istinto un po’ vigliacco quello che ti protegge, guardi indietro, scansi l’immagine di un futuro incerto nel tempo e nel contesto.

Siamo stati prudenti. Forzando la mano e rintuzzando qualche ottimista, abbiamo chiuso i portoni del Club lasciando fuori anche le proteste dei “è solo un’influenza”.

Abbiamo raccomandato prudenza e senso civico.

Abbiamo vissuto tutti settimane di tristezza e abbiamo conosciuto lo sconforto, consci della catastrofe che si è abbattuta su di noi.

Però.

Però siamo rugbisti, e un istinto vigliacco non è roba per noi.

Nulla sarà più come prima. Bene. Cancelliamo quello che non ci piace, teniamoci stretti quello di buono che ci ha portato la tragedia, perché qualcosa ci sarà. Chi se ne frega se dovremo abituarci a indossare la mascherina, e saremo costretti alla cautela perenne, se vivremo un po’ preoccupati. Chi se ne frega!

Siamo rugbisti e noi sappiamo cos’è il sostegno. Assomiglia alla solidarietà? Sì, è solidarietà. Di questo ci importa. Perché se questa tragedia fa di noi solo dei Gran Mogol del lavaggio delle mani, o dei Guru dell’amuchina, non siamo rugbisti. Ci sarà bisogno di tutti per sostenere chi farà fatica ad avanzare.

Appunto, siamo rugbisti e noi sappiamo che senza avanzamento non si vince. Dunque, guardiamo avanti, fissiamolo negli occhi questo futuro.

Il nostro futuro sarà all’altezza delle nostre capacità, che sono immense. Quelle di noi italiani, di noi lombardi, di noi milanesi, di noi cussini.

Noi siamo il CUS Milano Rugby, un di cui. Dentro Milano, che è dentro Lombardia, che è dentro Italia. Orgogliosi e fieri, ora più che mai.

Perdonate il prologo, volevo intrattenervi sulla stagione sportiva chiusa d’ufficio e l’autocelebrazione che leggerete più avanti sarebbe stata sgradevole senza due parole di apertura.

Noi siamo il CUS Milano!

(ecco, qui ci siete anche voi)

Sì, una delibera federale non ci consente di concludere la stagione. E ci mancherebbe.

Verdetto inappellabile. Le modalità e gli effetti sono discutibili. Sfumature, dato il contesto, e poi noi rispettiamo le decisioni, anche se non le condividiamo.

Chiudiamo in anticipo una bella stagione.

Ai nostri piccoli mancheranno i tornei primaverili, quelli belli, passati i freddi, magari sotto gli acquazzoni. Quanto siete stati bravi. Voi con Chicco, Luca, Simona, Giulia, Massimiliano, Andrea e Jennifer, le vostre mamme e i vostri papà, i team manager Luca, Silvia, Gwen e Massimo che con equilibrio hanno gestito anche qualche passaggio complicato. Senza aspettare la prossima stagione, organizzeremo una grande festa, e faremo esplodere la magnifica energia della vostra età, oggi pericolosamente compressa. E poi, perché non puntare su qualche attività estiva, per chi vorrà? Con tre solo obiettivi: ridere, giocare, correre. Voi siete il futuro del Club, la gioia spensierata che si trasmette a chi vi guarda e i vostri genitori la spina dorsale del minirugby verdeblù.

Il Progetto Insieme prospera a Quarto Oggiaro e in via Padova, ambientato nelle strutture che abbiamo riqualificato, e che saranno sempre più belle. Manca all’appello Baggio, ma eravamo anche lì pronti a partire, con la solita cura per i particolari e per la qualità. Diego e la sua “presione” hanno regalato a più di 250 ragazze e ragazzi dei due quartieri un percorso nuovo di sport, integrazione, formazione, e crescita. Beppe e Mario, con Lele, Bruno, Matteo, Andrea, Davide, Caterina, Martina, Eleonora, Costa, Elisa, Memo, Ciccio, Francesca, Alessandro, Alice, Mariano, Davide, Giulia, Umberto e Rwan li hanno coccolati e scarrozzati, li hanno inseriti nelle squadre delle varie categorie, coltivando il loro senso di appartenenza al quartiere, e al nostro Club.

Le iniziative di Diego nel Carcere Minorile Beccaria hanno attivato un altro fronte, e abbiamo accolto due ragazzi ospiti dell’Istituto, agli allenamenti, e per collaborare nella manutenzione del verde. Una speranza per tutti, agevolata dalla disponibilità di chi si è sobbarcato il loro trasporto verso e dai campi di gioco.

Anche i puledri di razza della U14 sono rimasti appesi. Grandi prospettive per i ragazzi di Paolo, Francesco e Graziano, il Superchallenge da giocarsi… mannaggia. Niente paura. Un bel gruppo, affiatato, ben preparato, un mix di disciplina e di talento.  Il futuro è radioso e le occasioni per divertirsi e vincere non mancheranno. Genitori… voi vi divertirete e basta (e sarà tanto), perché guardarli giocare è un piacere e perché i conigli nel cappello di Carlo sono sempre psichedelici.

La partita più lunga della storia vi ha negato la categoria Élite. Abbiamo accettato il verdetto ingiusto. Siete una bella squadra, voi della U16. Avete giocato un bel barrage e avete dimostrato anche dopo che in campo siete tosti. Ci riproveremo, e sarà un successo. Attenti a quei due… Edo e Boggio, attenti anche al terzo, il nostro Janna… un po’ il merito è anche loro se in ogni U16 c’è l’estro di uno, la grinta di un altro e la velocità di un altro ancora. Sotto lo sguardo vigile di Orazio e Franco.

È stata la stagione della maturità. Un campionato Élite di sicurezza, giocato a viso aperto con tutti. La solidità di Mauro trasfusa in un gruppo U18 che aveva perso certezze, coadiuvato da Alessandro e Flavio. Qualche soddisfazione è arrivata ma molte altre ve le ha negate la chiusura anticipata. La categoria Seniores è qui, per molti di voi, e non parlo solo dell’età anagrafica. Consapevolezza, impegno e continuità: questa è la vostra esperienza. L’alto livello, per voi non è un concetto astratto. Con organizzazione impeccabile di Marco, e l’aiuto di Fabio, Titta, Alberto, Max, Luca e tutti i genitori che hanno sempre dato disponibilità per il “servizio navetta”.

Le ragazze. Tante, felici, brave. Menzione speciale per Lele, il Conduttore, e un pensiero sempre affettuoso per l’ispiratore, il nostro Franco, che leggerebbe con il suo ghigno soddisfatto queste righe.

Un’attività di sviluppo e consolidamento, un occhio alle juniores e uno alle Erinni, che ormai prestano stabilmente alla Nazionale maggiore Maria e Laura, e che un passo alla volta si avviano a entrare nel gotha del rugby femminile italiano, accompagnate da Ivan, Alessio, Philip e Giacobbe, dal sorriso e dalle iniziative dello stratega-facilitatore, il Cardinale Max Richelieu Tarocò.

In ultimo i ragazzi seniores. Un gruppo finalmente felice di essere parte del Club, figlio di uno stile, prodotto di un approccio che non lascia nulla al caso, della comunicazione costruttiva, dello stimolo intelligente. Un gruppo che ha isolato ed espulso gli alibi e le recriminazioni, i retaggi di un passato un po’ cupo, che ha sopportato le situazioni poco confortevoli, l’acqua fredda, il freddo, il fango, gli allenamenti itineranti. In silenzio. Benevolmente concentrato sugli obiettivi. Che erano lì, a portata di mano: la serie A per gli uni, la serie B per gli altri, guidati dai Capitani Pippo e Riccardo, dai senatori Daniele, Francesco, Fax, Viga (ferito in battaglia), dal Cecchino, e potrei andare avanti. Un gruppo preparato con puntiglio da Seba, Otis e Luca, e istruito da Pippo, Marco, Mauro e Alessandro, e gestito e coccolato da Ghigo, Alessio e Giuseppe.

Ma, si diceva, nulla fu lasciato al caso. Chi, cosa? Se chiudo gli occhi sento quella erre francese, una cadenza emiliana e vedo un elfo a Rovato, che commenta una delle tante vittorie con parole precise e sapienti. Pippo è il leader di questo Club, il profeta del rugby scientifico e degli ossimori, leggerezza nell’impegno, sudore col sorriso, fatica in relax, modestia nella supremazia. Pippo accompagnaci lontano!

Nella complessità di questa macchina, barcamenarsi è un’impresa titanica. Farlo in silenzio, concedendo giornate, serate, e feste comandate, senza soluzione di continuità, porta ad avviare la procedura di canonizzazione. Il Sinodo si riunirà presto per Marco. Dalla spesa al supermercato al materiale tecnico, dai rapporti con la FIR al bilancio, dalla pulizia della Clubhouse agli sponsor… multitask, e mai un lamento.

Paolo e tutto lo staff medico hanno gestito con grande professionalità un gruppo numeroso e impegnativo, accompagnando prevenzione, diagnosi, prognosi e recuperi senza affanno, tempestivi e sicuri.

Il sorriso di Armando ha ritirato, lavato e riposto le maglie di ogni squadra.

Tutto questo anche grazie alla collaborazione e al supporto dei nostri Partner: il Gruppo Mediobanca, con Mediobanca, COMPASS e CheBanca!, il Gruppo CONAD, Ingemar, E-Plus, CUS Milano, ECONOCOM. Grazie.

A chi avesse avuto la pazienza di arrivare fin qui, ma anche a tutti gli altri, auguro un a presto rivederci, magari per una festa di chiusura che speriamo di organizzare prima dell’estate, ovviamente “nel rispetto delle istruzioni che saranno rilasciate dalla Presidenza del Consiglio”.